Intollerante

Non sopporto le Bimbe Minkia alla Feltrinelli, BigBabol Fragolosa in bocca e Coca Cola in mano, che urlano mentre te cerchi un libro che non ti salverà la vita ma ti svolterà la serata, non sopporto i complottisti, i rettiliani, e i Visitors, non sopporto gli arroganti, i pretestuosi, chi si è fregato il mio Garmin e il carabiniere che mi ha risposto “ma lei vive qui!”. Non sopporto i blogger improvvisati, chi non sa scrivere e non usa il dizionario (oggi c’è Google!), i genitori che i figli sono santi, i neonati, i duenni e i quattrenni e quelli in mezzo, non sopporto gli adolescenti, i diciottenni, i ventenni e i quarentenni in carriera con la fidanzata a casa eclissata al momento giusto.
Non sopporto quelli che se non hai l’iPhone sei un pezzente, se non c’hai l’iPad un poveraccio e se hai un cellulare con Android ti attaccano certe pippe per dimostrare l’incredibile superiorità dell’iPhone, e ti chiedi, nel caso in cui Mr. PippaPhone sia un maschio, se ci si misura l’uccello e se c’ha installato sopra il Segometro e se lo usa.
Non sopporto i notai, gli sboroni, gli avvocati, i meccanici, i registi di film porno, quelli di film impegnati e quelli dei cinepanettoni, non sopporto i sottotitoli, i blog di Tumblr pieni di foto di Emo-Bimbi-Minkia, San Valentino e i Baci Perugina Bianchi, i grafici che si sentono photo editor e i photo editor che fanno i grafici, i direttori editoriali, Venezia senza fogne, la Biennale, la Triennale e la Quadriennale, gli uffici stampa, quelli che non rispondono alle e-mail, quelli che dicono “l’ufficio stampa sono io!”, non sopporto l’approssimazione, gli ingegneri e l’ipercorrettismo. I libri della Economica Feltrinelli e i cartonati con la sovracopertina che si strappa sempre.
Ucciderei chi scrive pò e non po’.
Non sopporto chi, mentre affoghi i tuoi dispiaceri nel cibo ti sibila “è già marzo! cosa fai, mangi?”, quelli dietro di te in fila alla Coop con l’astice vivo nella busta del reparto pescheria che godono nell’immaginare la morte della povera bestiola e prendono in giro i vegetariani e te, che tenti fra mille ostacoli la via del vegetarianesimo consapevole. Odio quelli col suv, con la Cooper e la vicina di casa con la macchinetta da Bimba Minkia Troia, odio quelle con gli stivali bianchi, la borsa bianca, gli stivaloni da moschettiere, i maxipull e i miniabiti. Non sopporto i capricci di I. non sopporto le amiche che se non le chiami un giorno si e l’altro pure si lagnano, le canne e chi le fuma sentendosi tanto “trendy”, i finti nerd, gli hipster del cazzo, le creste, i maschi con le camicie rosa coi colletti e i polsini bianchi, chi fa yoga, chi fa pilates e chi va in palestra. Detesto i tatuaggi con le scritte romane, greche, gotiche. Le Bimbe Minkia coi piercing, i jeans stretti e le peep toe, le tredicenni travestite da diciottenni che si atteggiano come quarantenni troppo trombate, le Milf, le Cougar o, per noi tutti, Le Gran Mignotte, le scarpe leopardate, zebrate, argentate, le scarpe da mignottona, chi se le mette e non ci sa camminare.
Non sopporto i crisantemi.
Non sopporto il peperoncino.
Non sopporto chi legge Il Messaggero e La Gazzetta dello Sport, Il Foglio e Il Giornale, con annessa LatRina Oggi.

E vaffanculo.

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