Verrà anche per te. E io sarò molto lieta.

No, proprio non va.
E’ che sarà una questione di Karma, questione che il vaso è colmo, questione che arriva agosto.
Insomma, una questione.

C’è poi da mettere un puntino sulla i.
C’è che io sarei, il condizionale è dovuto, una Photo Editor. Ossia una colei che, messa in mezzo a una redazione fa due cose: decide che foto vanno nell’articolo e cosa il fotografo deve fotografare durante un servizio.
Di solito funziona che io, al mio fotografo, chiedo, gentilmente di fare una foto in una determinata prospettiva.
Perchè io già so dove metterla. Perchè, nel mio piccolo, di solito mi scrivo anche l’articolo.
Capita che il suddetto fotografo mi risponda “no”.

Ma ci posso anche stare.

Capita che però per colpa di una vecchia socia mi ritrovi saltuariamente a lavorare per alcuni fotografi. Stampando foto. Usando cioè un mio personalissimo canale, usato per lavoro familiare, usato anche per scopi puramente personali.

Coi maschi va tutto benissimo. Con il Lagnuso A. va bene, con il fiscalissimo F. c’è stima e affetto reciproco.
Con la Pallosissima R. non c’è una beata sega.
Niente.
Non sopporto il “Ciao Cara” che mette come incipit alle mail, non sopporto la sua fettuccia di cuoio per cinta.
L’antipatia e la mancanza di stima è reciproca.
Tale da rendere i rapporti un poco astiosi.
Stamattina, mi chiama.
“Sono le pronte le foto?” mi dice, senza ciao, senza un “Ale! Come stai?” finto e già premonitore di problemi futuri.
Io resto un attimino basita. Poi ricollego e mi viene fuori una frase intelligente “Io non sono un galoppino” , esclamo, che non so nemmeno dove prendo il termine “galoppino”, ma glielo dico. Le spiego che mi faccio un bel po’ di chilometri per portarle le foto e che Roma è stracolma di laboratori di stampa e sviluppo.
Lei resta un attimo basita, mi abbozza che sta a lavoro, come se io invece fossi a casa circondata da 5 maschi eretti pronti ad assecondare ogni mio desiderio – dalla soddisfazione personale all’acqua servita in calici di cristallo purissimo – e non in Redazione a capire come cazzo far conoscere una casa d’aste sperduta a Prati, con l’articolo sull’andamento delle vendite di fotografia nelle ultime aste sul collo e la recensione della mostra di Steve McCurry che pende.

Così ci accordiamo che nel pomeriggio, ci vediamo a Piazza Bologna per lo scambio foto/soldi.
Per i convenevoli non ha tempo, ma per chiedermi come sono le foto si, lei si bea di se stessa egocentrica come poche, anche in un blog dove elogia l’arrivo della domenica e scrive piccole cose, piccole note quotidiane (per carità, io qui ho scritto di porno e di cazzi, ma resta ancora in canna il post con il bestiario umano… il blog è un’autocelebrazione all’ennesima potenza. Di una potenza potente) dove, dolcemente, al posto della voce “commenti” c’è “gocce di pioggia”. Tenerissimo.
Ma vaffanculo Va.

La punta, salta: vuoi la mia imperizia, vuoi che la metro era stracolma ed ho aspettato la successiva (data la mia scarsa altezza casco ad altezza “ascella pezzata” da capire che non godo dello stare in metro affollate). Lei si scazza mi manda messaggio scazzato a cui io rispondo scazzatamente “scusami io arrivo da fuori Roma per portarti le foto qualche inconveniente posso beccarlo”.
Arriva, mi chiede di come procedono i lavori domestici, io a dirle “una meraviglia“, mentre vorrei dirle Tesoro, vedi, vorrei un imbianchino sexy e anche affabile che stendesse quel cazzo di secchio di vernice rossa che veleggia in casa da un anno ormai sperando non sia seccata e che sia capace di piantare i chiodi nel punto giusto, attaccarmi lo specchio in camera e visto che c’è ballare nudo sul tavolo del 700 tardo toscano regalo del mio Capo Massone, Radicale, Un Po’ Comunista, Scazzato, Nevrotico, Quasi Nonno.; per poi dirmi “ma è tutto qui dentro?” (certo, che ti credi che ti portavo una valigia Carpisa con dentro le foto?!) stupita che TUTTO fosse in una cartellina. Una sola, misera, miserissima cartellina.
Ma non le dico nulla. Abbozzo.
Saluto, cordiale.
In testa parole. Sì, io sono circondata da persone che s’approfittano di me.

Non le ho detto che le sue foto sono orribili: accademicamente imperfette, rispecchiano la sua caretteristica di erezione al di sopra, lei si sente un’osservatrice speciale del Mondo che sta tutto lì. Lei si può anche stupire se una entra in un bar e spara cazzate sul ruolo dei giornalisti, lei, può anche scrivere di quanto le sarebbe piaciuto fare la traccia di maturità su Primo Levi o che Luoise Bourgeois il 31 maggio ha abbandonato questo mondo (ridendo, arrivata a 98 anni come se fosse una Tina Pica di questo schifo di Mondo dell’Arte. Lei, fiera di essere piccola e bruttina, tostissima e molto scaricatrice o caricatrice di porto (cfr, Brignano e non solo)) mettendo ovviamente la sua foto celebre, con il cazzo di pietra (o legno, lascio a voi la determinazione materialistica).
E adesso anche io ho fatto la botta alla R.
Ma mi ci voleva.

E che non mi dica ancora che il panning è una foto il cui soggetto e lo sfondo sono mossi, e soprattutto che, facendo la Photo Editor stampo le foto. Io non Stampo solo le foto.

E Porco Cazzo.

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2 pensieri su “Verrà anche per te. E io sarò molto lieta.

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