Per anni ho deliberatamente ucciso, violato, neutralizzato la voce che mi diceva “voglio fare la giornalista”. Poi sono successe 2 cose: ho scoperto di avere un buon maestro e che tanti ragazzi come me ci credono in questo mestiere. E mi sono fatta una settimana massacrante al Festival Internazionale del Giornalismo a Perugia, dove anche le conferenze più politiche e noiose, scientifiche a asservite, mi sono sembrate meravigliose e utilissime. Sono tornata con la consapevolezza che la mia strada fosse questa e che tutto il mio casino interiore del dove vado cosa faccio chi sono si fosse districato con l’aiuto della Regola delle 5 W, ascoltando grandi firme, capendo che prima di tutto ci va messa la faccia. Bella o brutta, ci vuole faccia. Da culo, da cretina, da genio, da puttana. Ma ci vuole la faccia.
Ci vuole l’obiettività.
Ci vuole curiosità.
Ci vuole coraggio.
Perchè, come dice Eugenio Scalfari, il mestiere del giornalista è un mestiere crudele perchè spesso ti porta lontano dalle persone, ti rende cinico, pecora fuoriuscita senza buon pastore. Sei quasi come un avvocato, non di quelli bravi, spesso in bolletta; come quelli stronzi, cinici e bastardi, quelli che difendono gli orchi e non lo trovano poi così tanto male. Il giornalista, l’avvocato, tocca l’umanità più profonda quella che fa orrore al comune uomo medio.
Il giornalista non ha paura nel dire, nel fare, nello scrivere.
Soprattutto quando scrive.
Ci vuole passione, calcio di fortuna, calci nel culo. Ci vuole culo.
E io, che ho sempre gradito stare nell’ombra, coi miei fantasmi, i miei “si obbedisco”, le mie 1000 vite pensate con i “e se?”, io, piccola e tante volte umiliata che ho scritto chilometri e chilometri di pagine -utili e inutili- io, tretratrè trentini di parole….. faccio quello che più amo.
Scrivere.
Per giunta d’arte.
E quando sento e vedo un giornalista che, condannato, stronzo, faccia da culo, come volete voi, è messo davanti al plotone da una specie di politico che vorrebbe abolire l’italiano per promuovere il Curs de lumbard per terùn mi girano le palle.
Perchè, grazie a gente come loro, l’italiano medio ha perso valori storici, crede di essere attaccato dagli extracomunitari, dai rom e non si fa distinzione di buoni e cattivi. No, son tutti terùn, eliminiamoli. La malattia peggiore dell’Italia si chiama mediocrità: nessuno pensa più; pensare, credere, parlare, sono diventati atti di coraggio. Meglio la massa, meglio la casalinga di Voghera, che alle elezioni vota Lega perchè così nessuno gli va nella villetta a rubare l’argenteria.
Lo cantava Rino Gaetano, ma erano altri anni: c’era Craxi senza gospel, c’era De Mita e Andreotti.
C’erano i politici, c’erano gli uomini. C’era il poter pensare.
Ora c’è la Lega. E uno che dice di avere 300mila martiri coi fucili caldi.
Mi chiedo: nei 300mila, ci sono anche gli immigrati che lavorano nelle Fabrichette? Faranno come gli americani nella Seconda Guerra Mondiale che mandavano avanti i neri per proteggere i figli bianchi dell’alta borghesia?
Travagliate gente…. Travagliate

4 comments
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Maggio 15, 2008 a 9:45 pm
agarthi
Gran bella riflessione veramente..
Purtroppo siamo invischiati nel sistema Italia, dove la gente ha paura di parlare e anche di pensare, meglio una vita agiata al riparo dai pericoli che la propria coscienza può creare che un analisi attenta dei nostri più spaventosi demoni. Meglio aver paura per farsi proteggere dall’immigrato che cercare il confornto e capire che i problemi al suo paese li creiamo noi con il nostro benessere…
Maggio 15, 2008 a 10:05 pm
Il Travaglio di fare il giornalista « BuenaGirl’s Blog « Agarthi
[...] Il Travaglio di fare il giornalista « BuenaGirl’s Blog [...]
Maggio 17, 2008 a 11:41 am
DeSade
Sono abbastanza d’accordo con te. Il problema però è che la colpa di come siamo e di cosa stiamo diventando è strettamente legata all’informazione e ai giornalisti. Purtroppo di giornalismo integro e puro come dovrebbe essere ce ne è rimasto ben poco. E’ da mesi che ai Tg o sulle più grandi testate giornalisitiche italiane (vedi Repubblica o il Corriere) non si sente parlare d’altro che di stranieri che uccidono e che derubano. Tutto d’un tratto sembra che gli italiani siano diventati degli angioletti, sembra che solo gli immigrati facciano del male. Non so come facevamo prima dell’immigrazione. Ogni giorno accadono migliaia di incidenti e reati ma si parla solo di quelli commessi da immigrati.
E la colpa è dell’informazione asservita al potere e non libera di esprimersi.
La gente si è fatta influenzare da questo clima che altera completamente lo stato reale del paese.
Da qui, il passo è breve ad indignarsi per un giornalista che dice che la seconda carica dello stato ha amicizie mafiose (ed è la verità!!!) piuttosto che indignarsi per il fatto in sè: cioè che il presidente del senato è (o se volete potrebbe) essere amico di mafiosi.
Chi ha in mano l’informazione ha in mano il potere. Per questo nessuno dovrebbe gestire la totalità o quasi dei media. Questo è il nuovo totalitarismo, più subdolo e pericoloso degli esempi del novecento.
Oggi si insinuano nel tuo cervello e ti fanno pensare come vogliono loro.
Loro chi? Forse avrei dovuto dire lui.
Ciao
DeSade
Maggio 17, 2008 a 3:58 pm
agarthi
Solo in Italia consentiamo che avvengano certe cose, siamo un paese in cui l’attuale classe politica è nata dalle ceneri di tentati colpi di stato e di loggie massoniche…. la speranza è nelle nuove generazioni, ammesso che non si rincoglioniscano con la de Filippi…